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sabato 2 novembre 2013

masturbazione

Mi piace guardarti quando ti masturbi.

Tu lo sai, lo sai molto bene, e godi di questo tuo straordinario potere.
Sai di potermi catturare per tutto il tempo che tu desideri, incatenando i miei occhi al tuo corpo, ed i miei sensi ai tuoi, dettando gli insondabili ritmi del tuo e del mio piacere.

Distesa su questo lettino da spiaggia, le rocce ed il buio della notte a proteggerci da sguardi indiscreti, nuda e con le gambe divaricate, ti stai accarezzando le tette, come sai che a me piace vedere.
I candidi spruzzi di schiuma di un’onda più grande, che si è infranta fragorosamente sugli scogli sottostanti, ci raggiungono improvvisi, e ci fanno rabbrividire nell’aria finalmente fresca di questa torrida notte estiva.
La luce della luna si riflette sulla spuma splendente delle onde e, incredibilmente, sulle tue lungheunghie laccate di bianco.

Continui ad accarezzarti i seni, lentamente, sensualmente, eroticamente.
Il tuo caschetto di capelli biondi risalta sulla stoffa blu del lettino, e la tua pelle, la tua magica ed erotica pelle, unta dell’olio per il corpo che ti stai spalmando, riluce anch’essa al pallido chiarore della luna, muta e magica testimone di questi attimi favolosi che sto vivendo.
Sono nudo anche io, come a te piace vedermi, in piedi, il busto appoggiato a questo scoglio umido e salmastro, di fronte al lettino sul quale sei distesa, una mano a scivolare indolente sul cazzo, duro e proteso verso il tuo corpo, così splendido ed eccitante.
Adoro vederti così, abbandonata e fremente, padrona assoluta del tuo piacere.
E tu impazzisci quando mi prendo il cazzo con la mano, quando le mie dita si serrano attorno all’asta, quando la cappella si mostra al tuo sguardo  osceno.
Lo abbiamo fatto una volta, così, quasi per caso, un gioco che credevamo non dovesse avere un seguito, un’improvvisa variante ai mille modi in cui facciamo l’amore.E, invece…
Invece siamo rimasti prigionieri dei nostri sensi e della nostra vista.
Ci masturbiamo, uno di fronte all’altra, e solo più tardi, raggiunto il primo e più intenso piacere, uniamo i nostri corpi alla ricerca di altri meravigliosi orgasmi.
Vedo le tue mani scivolare sul ventre, la punta delle dita sfiorare finalmente il clitoride.
E la mia mano aumenta il ritmo, fermandosi però al momento opportuno, tenendo a freno l’eiaculazione sempre più imminente.

Il rumore del mare non riesce più a coprire i tuoi gemiti, i sospiri affannati, le frasi indecenti che ci rivolgiamo e che amplificano il piacere, chiari ed evidenti segnali dell’eccitazione montante: ed anche il mio respiro è rotto, sempre più corto, quasi seguisse le evoluzioni delle tue mani, e restasse sospeso in attesa di quello che inevitabilmente accadrà.
Affondi il dito medio nella fica, penetrandola e rabbrividendo per l’intrusione.
Depilata, bagnata della tua eccitazione, aperta per il mio sguardo impazzito, sei un richiamo erotico irresistibile.
Stacco la schiena dalla roccia e mi protendo verso di te, sul tuo corpo sussultante, mostrandoti ancora più da vicino il mio cazzo impaziente e la mano che velocemente lo masturba, lo percorre in una sega a te solo dedicata.
Una mano a tirarti il capezzolo sinistro, l’altra affondata nel tuo incantevole sesso.
Ora non ansimi più, perchè i gemiti si sono tramutati in grida, e lo sciabordio delle onde è un rumore lontano e indistinto.

Stai godendo, come sempre, in modo straordinario ed unico.
Sopra di te, guardando ogni centimetro del tuo corpo eccitante, ritraggo un’ultima volta la pelle del cazzo, fino in fondo, quasi oltre il punto dove al piacere si sostituisce il dolore.
La cappella completamente scoperta, la mano ora immobile: lo sperma risale veloce l’asta spasmodicamente eretta, e gli schizzi, densi e caldi, colpiscono i tuoi seni, colano sulla tua pancia tesa e piatta, riempiono il tuo delicato ombelico.
Togli la mano dalla figa bagnata, e la unisci all’altra, spalmandoti sulla tua pelle di velluto il mio seme bianco, il frutto di questa ennesima notte di follia.

Appoggiato nuovamente allo scoglio, le gambe tremanti per lo sforzo e l’eccitazione, resto a guardarti, mentre le tue bianche unghie si bagnano del mio amore per te.

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