Il tempo sarà anche una convenzione,
un salto in un istante durato non so quanto.
Rivederla e lasciare che le parole parlino di noi,
trattenendo le lacrime per non ricordare ciò che fa male.
E il liquido alcolico che lascia aloni nel bicchiere,
che a tratti ipnotizziamo nella concentrazione di un evento,
che ci riporta indietro nel tempo
e il dolore ipnotizza i nostri occhi nel girare il nettare tra le mani,
sperando che quello che diciamo sia solo immaginazione.
Lasciare che altro prenda il sopravvento
in questi Outlet di svendita di eventi,
di affetti,
di fughe,
nascosti all'ombra di quel nulla
che abbiamo sempre "rifiutato",
ma da cui ci siamo lasciati avvolgere.
E le parole cavalcano il tempo.
E' tardi.
Devo andare.
Eppure mi chiede di restare,
per non lasciarla coi suoi spettri.
Rimango.
In questo momento sono anche i miei.
E gli occhi staccano dal basso
per scivolare sulle nostre mani incrociate
e salire lungo la sua pelle bianca sino ai suoi smeraldi,
che spenti chiedono un pò di calore,
come se ne avessero dimenticato il ricordo,
come se il gelo di quel ghiaccio avesse bisogno di essere sciolto.
Lentamente i respiri si avvicinano,
sciogliendo le labbra,
che scivolano una dentro l'altra,
per stringersi in piccoli tocchi di sapore,
che colano quel freddo insitente sulla sua pelle,
a cui la stoffa lascia spazio,
su cui si scioglie il suo profumo
denso di sapore acerbo che sa di antico,
amaro come cioccolato fondente,
che la lingua rende miele.
Si lascia andare a quelle carezze dimenticate da tempo,
come il tronco di un salice
che si piega al vento,
a cui si aggrappa quasi spezzando le unghie,
a cui dona il suo sapore,
lasciandolo entrare.
Due corpi appoggiati sul letto,
carne su carne,
mentre la punta del seno
riga il mio torace,
per raccogliere quell'attimo di pace,
tra le foglie verdi di un pero,
dai frutti maturi.
giovedì 28 novembre 2013
Ora che le porte sono aperte,
che rimangono a sbattere al movimento del vento,
che si intrufola nelle stanze vuote dai segreti,
l'inferno mantiene la sua ultima porta serrata.
Non è la bontà a riscattare l'uomo,
è il delitto,
il peccato.
Si pensa che con amore,baci e abbracci si possa risolvere qualcosa.
Sono solo chiacchiere.
Questa è e rimane solo la superficie.
In quanti la accettano?
In quanti vogliono andare a fondo?Molti si accontentano di questi segni convenzionali
che si possono scambiare senza pericolo,
del loro assaggio
e poi rimangono assetati per tutta la vita.
Sono solo chiacchiere.
Questa è e rimane solo la superficie.
In quanti la accettano?
In quanti vogliono andare a fondo?Molti si accontentano di questi segni convenzionali
che si possono scambiare senza pericolo,
del loro assaggio
e poi rimangono assetati per tutta la vita.
E ci chiediamo se esiste l'appagamento,
la risposta che potrebbe dare senso a questa sofferenza.
C'è chi non si ferma alla superficie
e va più a fondo,
condividendo i propri sogni,
i propri pensieri,
cercando di fondere la propria anima,
di fare discutere i propri corpi di tutto ciò che è possibile,
la risposta che potrebbe dare senso a questa sofferenza.
C'è chi non si ferma alla superficie
e va più a fondo,
condividendo i propri sogni,
i propri pensieri,
cercando di fondere la propria anima,
di fare discutere i propri corpi di tutto ciò che è possibile,
E si cerca il senso di sguardi,
delle parole,
del contatto dei corpi,
del desiderio ardente,
delle risposte alle domande che i corpi si fanno.
Si percepiscono
e si inseguono odori,
sapori,
labbra piene di nettare,
pieghe colme di miele,
muscoli che svettano nel piacere.
Che strani i movimenti dell'amore.
Se si osservassero da fuori,
quel mordersi,
abbrancarsi,
afferrarsi per il collo,
graffiarsi,
battere i pugni sulla porta chiusa,
frugare in un corpo estraneo,
non darebbero altro che un'immagine di collera,
una punizione,
una resa dei conti.
E lo chiamiamo amore,
figurarsi se fossimo arrabbiati.
E si ripetono queste scene
che fanno rimanere tutto in superfice,
rimane la sete,
rimane la fame,
che ci illudiamo mano nella mano,
di condurla a casa,
tra i muri famigliari,
dove pensiamo di godere delle gocce del nettare della felicità.
Eppure l'appagamento,
rimane un quesito,
una domanda sospesa,
a cui nonostante la ricerca
non sappiamo dare risposta.
E perpetuiamo la fame di ciò nella consuetudine di gesti,
che piano piano perdono spessore,
consistenza.
I ti amo gettati nel vento,
come una vela spiegata per forza,
anche se la nave rimane ancorata al porto.
delle parole,
del contatto dei corpi,
del desiderio ardente,
delle risposte alle domande che i corpi si fanno.
Si percepiscono
e si inseguono odori,
sapori,
labbra piene di nettare,
pieghe colme di miele,
muscoli che svettano nel piacere.
Che strani i movimenti dell'amore.
Se si osservassero da fuori,
quel mordersi,
abbrancarsi,
afferrarsi per il collo,
graffiarsi,
battere i pugni sulla porta chiusa,
frugare in un corpo estraneo,
non darebbero altro che un'immagine di collera,
una punizione,
una resa dei conti.
E lo chiamiamo amore,
figurarsi se fossimo arrabbiati.
E si ripetono queste scene
che fanno rimanere tutto in superfice,
rimane la sete,
rimane la fame,
che ci illudiamo mano nella mano,
di condurla a casa,
tra i muri famigliari,
dove pensiamo di godere delle gocce del nettare della felicità.
Eppure l'appagamento,
rimane un quesito,
una domanda sospesa,
a cui nonostante la ricerca
non sappiamo dare risposta.
E perpetuiamo la fame di ciò nella consuetudine di gesti,
che piano piano perdono spessore,
consistenza.
I ti amo gettati nel vento,
come una vela spiegata per forza,
anche se la nave rimane ancorata al porto.
E nasce la voglia di recidere,
quelle funi che si stendono dal ponte al molo,
di spegnere il fuoco che brucia lo stomaco
con bitte,
quasi fosse un sacrificio di se stessi,
per un momento di pace.
E gli sguardi che prima brillavano si spengono
in una luce di maschera dagli occhi spenti
e viva rimane solo nel suo fuoco perpetuo,
la domanda,
se l'appagamento è possibile,
non quello di un istante che crolla nel piacere della carne,
nella carezza dell'anima,
ma qualcosa di bastante,
che riempa come il vento di una tempesta,
come la caduta d'acqua di una cascata,
come un piccolo punto
in cui tutto è compreso e non compresso.
quelle funi che si stendono dal ponte al molo,
di spegnere il fuoco che brucia lo stomaco
con bitte,
quasi fosse un sacrificio di se stessi,
per un momento di pace.
E gli sguardi che prima brillavano si spengono
in una luce di maschera dagli occhi spenti
e viva rimane solo nel suo fuoco perpetuo,
la domanda,
se l'appagamento è possibile,
non quello di un istante che crolla nel piacere della carne,
nella carezza dell'anima,
ma qualcosa di bastante,
che riempa come il vento di una tempesta,
come la caduta d'acqua di una cascata,
come un piccolo punto
in cui tutto è compreso e non compresso.
cammino da solo
Cammino su una strada solitaria
L’unica che io abbia mai conosciuto
Non so dove porti
Ma è casa per me e cammino da solo
Cammino questa vuota strada
Nel viale dei sogni spezzati
Dove la città dorme
E sono il solo e cammino da solo
Cammino solo cammino solo
Cammino solo e cammino s-
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo
Ah…ah….
Sto camminando giù lungo questa linea
Che divide me da qualche parte nella mia mente
Sul bordo della linea della sponda
E dove cammino solo
Leggo tra le righe
Che cosa è sbagliato e tutto quello che è giusto
E cammino solo
Cammino solo cammino solo
Cammino solo e cammino s-
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo
Ah…ah…
Cammino solo e cammino s-
Cammino questa vuota strada
Nel viale dei sogni spezzati
Dove la città dorme
E sono il solo e cammino da s-
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo

L’unica che io abbia mai conosciuto
Non so dove porti
Ma è casa per me e cammino da solo
Cammino questa vuota strada
Nel viale dei sogni spezzati
Dove la città dorme
E sono il solo e cammino da solo
Cammino solo cammino solo
Cammino solo e cammino s-
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo
Ah…ah….
Sto camminando giù lungo questa linea
Che divide me da qualche parte nella mia mente
Sul bordo della linea della sponda
E dove cammino solo
Leggo tra le righe
Che cosa è sbagliato e tutto quello che è giusto
E cammino solo
Cammino solo cammino solo
Cammino solo e cammino s-
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo
Ah…ah…
Cammino solo e cammino s-
Cammino questa vuota strada
Nel viale dei sogni spezzati
Dove la città dorme
E sono il solo e cammino da s-
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo
amaremente
Amare me,
significa amare la morte,
è l'evidenza.
Il vedere cadere i tuoi sogni,
ll chiudersi dei bauli,
il fumo di una Lucky che sale sui vetri dell'ospedale,
i segni di una frenata sull'asfalto,
quello che ho ancora nelle vene,
che mai mi lascerà.
Nel non rinnegare nulla di ciò che ho fatto,
accetto ogni cosa,
consapevole di chiedere un prezzo troppo alto,
a noi che non chiediamo sconti
e nemmeno ci sono concessi.
Amare me significa amare il dolore,
stare coi piedi sugli estremi,
lasciarsi scivolare tra i dettagli che li uniscono,
rifiutare ogni logica ragione se dovuta,
amare se stessi è d'obbligo,
perchè solo in questa maniera so con chi ho a che fare.

Amare me significa amare i colori nascosti nel buio,
i suoni che vibrano il silenzio,
la pioggia,
il gelido inverno,
la vaga fantasia tra la condensa della nebbia,
immergersi nella natura a trasformarne il corso con l'eccesso,
stare coi piedi sugli estremi,
lasciarsi scivolare tra i dettagli che li uniscono,
rifiutare ogni logica ragione se dovuta,
amare se stessi è d'obbligo,
perchè solo in questa maniera so con chi ho a che fare.
Amare me significa amare i colori nascosti nel buio,
i suoni che vibrano il silenzio,
la pioggia,
il gelido inverno,
la vaga fantasia tra la condensa della nebbia,
immergersi nella natura a trasformarne il corso con l'eccesso,
Incapace di troncare i fili che mi legano il cuore,
anche nella rabbia,
nel non sense,
nel possibile abbandono.
Chi lo ha toccato vi rimane legato,
con quelle porte che rimbalzano al passare del vento di cui sono fatto,
tra lo sbattere di usci dell'inferno,
che non ha sbarramenti per me.
Inguaribile,
chi vestito di se stesso,
trasforma solo ciò che non vuole e non può distruggere,
ingestibile dagli eventi,
che possono rallentarne il passo,
ma non fermarlo.
Irriverente il sorriso di quattro mani appoggiate sopra un vaso.
E' in corso un processo a me stesso.
A porte chiuse.
Unico giudice,
unico reo.
anche nella rabbia,
nel non sense,
nel possibile abbandono.
Chi lo ha toccato vi rimane legato,
con quelle porte che rimbalzano al passare del vento di cui sono fatto,
tra lo sbattere di usci dell'inferno,
che non ha sbarramenti per me.
Inguaribile,
chi vestito di se stesso,
trasforma solo ciò che non vuole e non può distruggere,
ingestibile dagli eventi,
che possono rallentarne il passo,
ma non fermarlo.
Irriverente il sorriso di quattro mani appoggiate sopra un vaso.
E' in corso un processo a me stesso.
A porte chiuse.
Unico giudice,
unico reo.
Il verdetto?
Un'assoluzione alla soluzione
è ora di pensare
che stando fermo,
non posso essere io a sbagliare
Un'assoluzione alla soluzione
è ora di pensare
che stando fermo,
non posso essere io a sbagliare
mercoledì 27 novembre 2013
fammi perdere perché lo voglio amore mio…….
TU sai come devastarmi i sensi.. e lo fai con magia dei TUOI occhi da gatta.. lo fai con la dolcezza delle TUE labbra.. mi prendi mi fai impazzire….. mi fai TUO…… non resisto alla TUA bellezza…… alla sensualità dei TUOI movimenti.. alla curva dei TUOI fianchi….. al TUO fondoschiena da urlo……
fammi perdere perché lo voglio amore mio……. si fallo perchè lo vuoi anche TU.. mi fai impazzire quando mi baci tra le mie gambe…… fallo come sai farlo TU…… fallo assaporandomi.. si fammi morire gusta ogni goccia di passione.. d’amore piccola mia……. e non so resisterti quando lo fai.. sei dolcissima e cosi femmina……
d ora lascia che le mie mani modellino il TUO meraviglioso corpo…… scorrano sulla TUA pelle setosa…….. e voglio sentire le TUE mani che mi cercano…… l'emozione nel sentire il profumo della TUA.... mi coinvolgi…. Travolgi….. mi fai salire la voglia e il desiderio di farti l’amore…….
E non voglio solo il TUO corpo…… ma io voglio assaggiarti tutta…… voglio tutto di TE…… no, amore mio non sei uno sfogo di sesso……io ti vivo di passione…. Ti respiro d’amore…… ti desidero intensamente e ti voglio….. nell’unico modo che conosco….. amando tutto di TE…..
ti amo nell’unico modo dove il sublime si incontra per poter condividere il NOSTRO meraviglioso amore…… sei tutta la mia vita
domenica 24 novembre 2013
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Guardandola, le hai promesso che gli avresti dato tutto.
Ma quando ti mollerà, il tuo mondo
finirà in un botto.
Che sai dove sono dopo che incominciano a cambiare colore. Dopo che cominciano a farti male? Un livido di quelli, è li al centro del cuore. Qualcuno, qualcosa, mi ha ferito proprio li, nel punto esatto e il dolore ha incominciato ancora a invadermi il corpo, lasciandomi spiazzato davanti a tutto. Ed ora, un po di disinfettante non basta.
al cuor non si comanda
E succede così sapete?
Ti innamori perdutamente di qualcuno. Quel qualcuno che sta li a far da sipario e a coprirti dalla vita, per poi distruggerti dietro le quinte, senza che neanche tu te ne accorga. L'amore così va via. Ma, l'amicizia, l'unico sentimento inestimabile, quella ti arriva dritta al petto, e non può far altro che difenderti. A volte ti potrà sembrare d'impiccio, inutile, o altro, ma apri gli occhi, e guarda quell'amico che è li di fronte a te. Abbraccialo, e fatti riscaldare dal suo cuore.
mercoledì 20 novembre 2013
Il buio
Ho imparato che molto spesso é piú facile tagliarsi riflettendosi in uno specchio ,che calpestando frammenti di specchi rotti.
Dopo questo silenzio, nell'eco del buio che divide due mondi, mi hai cercato, convinto.
Sicuro , che io possa capire pienamente tutto ció che vaga nel nostro lato oscuro.
Una necessitá di essere compreso, su una scelta , che sapevi giá essere sbagliata ancora prima di agire.
Eppure so che quello che ti manca non é la comprensione che viene dal mio lato oscuro, ti manca il totale di me, quanto a me manca il tuo.
Quello che ti dissi quando ancora molti avrebbero pensato che non potessi capire,lo hai assimilato e il continuo eco di voci stridenti ,che tentano di schiacciare la mia immagine contro una parete bianca,come a impressionare una pellicola col il suono lontano di un pugno di mosche , non riescono ancora a visuallizzare il vento,perché il vento non si percepisce con la vista.
Puoi ascoltarlo, sentirlo sulla tua pelle nel suo passaggio e raccoglie le lacrime che nascondi a tutti , che implodono nella tua rabbia , che viene etichettata nell'ovvio del mio lato oscuro, che é fatto di ammissione, che non si nasconde dietro false lacrime di vittimismo, che non si alza a somma santitá di perfezione, che nonostante la mia presunzione e sicurezza sa di non essere ineccepibile.
Sicuramente ti mancano anche i mie alibi, le mie scuse , che mai avrai e non perché non te le meriti, ma perché sanno di finzione e io promisi di non mentirti mai.
Puoi ascoltarlo, sentirlo sulla tua pelle nel suo passaggio e raccoglie le lacrime che nascondi a tutti , che implodono nella tua rabbia , che viene etichettata nell'ovvio del mio lato oscuro, che é fatto di ammissione, che non si nasconde dietro false lacrime di vittimismo, che non si alza a somma santitá di perfezione, che nonostante la mia presunzione e sicurezza sa di non essere ineccepibile.
Sicuramente ti mancano anche i mie alibi, le mie scuse , che mai avrai e non perché non te le meriti, ma perché sanno di finzione e io promisi di non mentirti mai.
E adesso , in questo momento di naturale confusione , in cui le tue scelte spesso vanno verso l'abnegazione di ogni regola, ti ritrovi in me, nella mia immagine, nel mio non volersi arrendere, nell'assoluta inacettabilitá dei compromessi.
Non mi fa felice sentirti dire "Sono come te", non vorrei....
peró non posso pretenderlo, perché se é vero che mi assomigli so l'effetto di un NO o di un NON SI PUO', conosco il vento contrario della corrente, so dove puó portare e se anche potessi evitarlo,sinceramente non so se lo farei, perché non sono le scelte che insegnano, ma il loro effetto.
Tu sei tu, solamente tu e nessun altro puó presupporre o sapere quanto dolore tu sia capace a sopportare, quante bugie sei ancora capace di immagazzinare.
Nel tuo cammino scoprirai da solo che la veritá non esiste o per lo meno non é mai singolare e tanto meno oggettiva.
Se sarai come me ,scoprirai nei dettagli, nelle piccole cose,quante veritá, quanti giudizi si perdono nell'incapacitá di ammettere se stessi.
Riconoscere il proprio lato oscuro non é brancolare nel buio, non servono specchi, basta solo imparare a godere della sensazione di calpestare frammenti di specchi rotti senza mai fermarsi.
Ascolta il vento e nel suo silenzio sentirai la mia voce.
Non mi fa felice sentirti dire "Sono come te", non vorrei....
peró non posso pretenderlo, perché se é vero che mi assomigli so l'effetto di un NO o di un NON SI PUO', conosco il vento contrario della corrente, so dove puó portare e se anche potessi evitarlo,sinceramente non so se lo farei, perché non sono le scelte che insegnano, ma il loro effetto.
Tu sei tu, solamente tu e nessun altro puó presupporre o sapere quanto dolore tu sia capace a sopportare, quante bugie sei ancora capace di immagazzinare.
Nel tuo cammino scoprirai da solo che la veritá non esiste o per lo meno non é mai singolare e tanto meno oggettiva.
Se sarai come me ,scoprirai nei dettagli, nelle piccole cose,quante veritá, quanti giudizi si perdono nell'incapacitá di ammettere se stessi.
Riconoscere il proprio lato oscuro non é brancolare nel buio, non servono specchi, basta solo imparare a godere della sensazione di calpestare frammenti di specchi rotti senza mai fermarsi.
Ascolta il vento e nel suo silenzio sentirai la mia voce.
lunedì 18 novembre 2013
Perle di te
scivolando e graffiando il riflesso della luce tenue
che si spalma tra le pieghe
intridendo il tuo odore con il mio
si spargono sopra la pelle,
che riflettono il nostro desiderio
piccole gocce

che poi siamo pronti a ricevere.
scuotendo l'emozione di dare cio
e si allungano su di noi
che condividono il calore,
e riflessi di lame
che le nostre mani affilano tra unghia il piacere,
occhi di sfida
che increspano le onde del sapore
brividi,
che cercano ogni parte di noi,
scorrendo sui seni,
che esplorano la nostra carne,
giochi di mani legate tra incroci di sguardi
l'essenza di noi.
che afferra stringendolo in un pugno,
un abbraccio,
che tormenta la mente in lampi di forte istinto,
scivola tra le pareti strette di mondo
se non noi.
Dove non c'e sovrano su noi stessi,
avvolti nel regno dove siamo iL Re la Regina,
che continuano a cercare tocchi di appartenenza,
si stende su di noi passo di lenti movimenti
come un velo di buia notte.
Pace...
domenica 17 novembre 2013
cosa sogni
Continuo a chiederti cosa sogni.
Mi piace perdermi lungo la tela che segue i tuoi passi.
Ascoltare mentre parli con la gente,
riprenderti quando invece che cadere,
calci palle fatte di fumo.
Cerco in me lo stimolo,
che ti manca nel sollevare le ali nel volo,
quando rimani a terra,
incapace di fare le tue scelte.
Posso allungare la mano per darti sicurezza,
posso farti sentire il mio respiro vicino,
ma la volontà è la tua
e non posso sostituirmi ad essa.
Voglio che cresci essendo te stesso e non me,
senza la paura di sbagliare,
senza la voglia di nascondere i tuoi errori e le tue mancanze,
dietro bugie che non fanno che limitarti il volo,
accrescere insicurezza e scegliere maschere,
che stonano sulla tua innocenza.

Brucia quando ti racconto della mia adolescenza,
piena di grida di compagni,
di giochi di sogni e fantasia
e mi ascolti sentendo la mancanza di ciò che
la realtà ha nascosto,
celata dietro un'assurda apprensività,
dietro a fantomatici impegni che non fanno
che distogliervi dall'importanza della condivisione del gioco.
Un esercito di bambole di porcellana,
lontani dal confronto coi propri simili,
all'inseguimento dell'apparenza,
marchiati come timbri su doppi fogli con carta carbone.
Mentre la coscienza mantiene la natura,
circondandosi di questa come se fosse di fragile carta di riso,
continuo a sforzarmi a attirare la tua attenzione sulla crescita della vita,
quella reale
e non stampata dietro una cornice di luce che ne parla come di un mondo lontano.
Continuo a chiederti cosa sogni.
Continuo a osservarti mentre lo fai.
Cercando sul tuo viso,
mentre gli occhi tremano alle immagini oniriche,
lo schiudersi delle tue labbra per lo stupore.
non vorrei sentire..
Difficile spiegare ciò che sento,
come tenere in mano un barattolo chiuso di vetro,
pieno di api che vogliono uscire.
Mentre la fune col nodo gordiano,
penzola in attesa di innocenza.

E echi di risate attraversano muri,
mischiandosi a lamenti che pesano il terreno
e l'aria si riempe dello stridio di pennini,
che scrivono il destino,
sorridendo tronfi del proprio potere.

Mi fondo nella semplicità di piccoli passi,
che pretendo per il mio presente.
sabato 16 novembre 2013
Ho solo voglia
Ho solo voglia di farmi male ora.
E non quel male che genera piacere.
E qua sulla riva del mare lascio che sia il vento a sorrreggermi.
Non riesco a pensare.
Non riesco a concentrarmi su quello che faccio.
Su quello che dico.
Sono persino riuscito a fare paura a chi amo.
Perchè mare adesso io piango e confondo le mie lacrime con la sabbia che mi butti sul viso,vorrei entrare in te e lasciarmi andare,ma so che la la tua forza me lo impedirebbe.
Perchè non ero preparato a tutto questo,se mai esiste un momento in cui si può dire sono pronto.Perchè al dolore si somma dolore e questa volte non riesco a reagire.
Ho solo voglia di farmi del male.
E anche se è facile dire: non farlo!Anche se comprendo che è ancor più facile sognarlo.
Sento la mia pelle che cade,sento il sapore del sangue,sento un bacio di morte soffiato nel silenzio del caldo del cuore,sento un bacio di vita nel vuoto dell'impossibile che farebbe male nel suo bene.
Sento le ginocchia piegarsi.
Le lacrime sgorgare mentre afferro la sabbia bagnata.
Dove sei ,cazzo dove seiiiiiiiiii?
C'è bisogno di te,ho bisogno di te.
Sento la mia pelle che cade,sento il sapore del sangue,sento un bacio di morte soffiato nel silenzio del caldo del cuore,sento un bacio di vita nel vuoto dell'impossibile che farebbe male nel suo bene.
Sento le ginocchia piegarsi.
Le lacrime sgorgare mentre afferro la sabbia bagnata.
Dove sei ,cazzo dove seiiiiiiiiii?
C'è bisogno di te,ho bisogno di te.
Abbraccio l'aria che ha il sapore di te.
Ho solo voglia di farmi del male.
Ho solo voglia di farmi del male.
venerdì 15 novembre 2013
voglio te
E l'anima trasmette le sue richieste sulla carne.
Ti lasci spogliare,
mentre la stoffa accarezza la tua pelle.
Tremi rimanendo immobile,
sedotta dal mio sopiro su di te,
che segue i vestiti sino ai tuoi piedi.
Afferro i tuoi seni strapandoli a te,
mentre allontano le tue mani,
sorridendoti sagaciamente.

Ora ti voglio rapire,
al suono di questa musica,
mentre i nostri corpi si muovono
e si contorcono al suo ritmo.
E i tuoi fianchi mi cercano,
le tue cosce si aprono.
Seduti sull'assito,
ora ti lascio assaggiare il mio volerti,
per un istante,
un attimo rotto dal fendente di un coltello
che si pianta nell'assito,
schizando gocce del tuo miele sulle mie cosce,
dividendo ciò che vogliamo.
al suono di questa musica,
mentre i nostri corpi si muovono
e si contorcono al suo ritmo.
E i tuoi fianchi mi cercano,
le tue cosce si aprono.
Seduti sull'assito,
ora ti lascio assaggiare il mio volerti,
per un istante,
un attimo rotto dal fendente di un coltello
che si pianta nell'assito,
schizando gocce del tuo miele sulle mie cosce,
dividendo ciò che vogliamo.
Il fuoco scalda la lama,
che striscia il suo filo tagliente sul mio desiderio che ti cerca.
Richiamo di noi,
richiamo di sangue,
che si mischia al nostro piacere.
E il manico ora punta verso di te,
china sotto i miei graffi sulla tua schiena.
Chini uno sull'altra,
uno nell'altra.
Rimane solo la lama a riflettere
la tempesta delle nostre anime.
Gocce di te.
Gocce di me.
Gocce di pace.
Ancora.....
che striscia il suo filo tagliente sul mio desiderio che ti cerca.
Richiamo di noi,
richiamo di sangue,
che si mischia al nostro piacere.

E il manico ora punta verso di te,
china sotto i miei graffi sulla tua schiena.
Chini uno sull'altra,
uno nell'altra.
Rimane solo la lama a riflettere
la tempesta delle nostre anime.
Gocce di te.
Gocce di me.
Gocce di pace.
Ancora.....
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