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sabato 28 dicembre 2013

Era...è

Era,già era produce una malinconia,un ricordo,una piccola ferita che non si rimargina,un ombra che mi segue continuamente,un fragore di qualcosa che si rompe,di cocci che ne producono altri.
Comunque dicevo :era sospesa tra un mondo che sembrava fatato e un nero di perle che stridevano tra loro toccandosi,penetrando il loro rumore quasi a rigare i timpani di sangue.

La voce calma,in quel suo inglese perfetto,troppo perfetto perchè io a quel tempo capissi tutto.
Era bellissima.Quei lunghi capelli corvini lisci che cadevano sulle sue spalle,che contornavano un viso al sembrare lieto,il suo nasino perfetto,i suoi grandi e profondi occhi celesti che però nascondevano il nero dell'anima se non sapevi guardare.
Incantato dalla sua voce,perso da subito in lei.Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso.Sorrideva sapeva di piacere.Di piacermi.

Una cena veloce,la stanchezza del viaggio,ancora un pò di parole tra amici
Poi chiesi dove potevo dormire.Avevo notato il divano nella sala e già lo bramavo nella mia spossatezza.

Ancora una canna,l'erba di Kristhiania,un nome,una leggenda a quei tempi.
Peter e Sophie si ritirarono nelle loro stanze.

La mia compagna di viaggio li seguì.
Io avevo quel sorriso ebete sulla faccia,che fosse la stanchezza era solo una scusa,la ganja di Kristiania era buona.
Mi sedetti sul divano testandolo,godendo già del mi
o riposo quando lei mi si avvicinò e mi prese per mano.
Entrammo nella sua stanza.Non sapevo dove guardare,
manifesti appesi ovunque,pagine di fanzines incollate alle pareti,un ordine quasi stonato dentro quella camera che sembrava cancellare ogni suono esterno,come entrare in un mondo parallelo.Sembrava ogni cosa avesse una vita sua,la ganja continuava il suo viaggio nel mio.
Mi mostrò il letto,l'unico nella stanza.Una piazza e mezzo.La guardai.Non capivo,ma non mi lamentavo sicuramente,temendo che 
aver fumato mi stesse facendo sognare.Andai al bagno,feci una doccia veloce.
Mi rivestii e tornai nella camera.
Lei era là nel letto spuntava il suo angelico viso e la maglietta bianca con una stampa di un serpente.Timido,mi infilai nel letto,semi
vestito,contrario alle mie usanze.Dormo sempre nudo.
Continuammo a parlare un pò,con difficoltà al principio,poi man mano il mio inglese prendeva corpo e significato.

"Goodnight Mona"
"Goodnight Francooo"

La luce si spense,per dare spettacolo allla finestra sul tetto,da dove giungeva la luce rossastra di un cielo che mai diventa nero d'estate,di un buio solare.Ero incantato.

Sentii le sue mani massaggiarmi le spalle.Il loro calore mi distendeva la stanchezza,come se fosse assorbita.Mi chiese di girarmi,ma io ero troppo incantato da quel cielo e da lei.Le sue mani scesero lungo le mie braccia,incontrando le mie.Le strinsi.Si accostò ancora di più a me e mentre accarezzava la mia pancia le nostre labbra si incontrarono.Fu un bacio calmo,profondo.Le accarezzavo la nuca mentre lei mi toglieva lentamente i pochi vestiti rimasti.Sentivo il suo collo accalorarsi e il mio corpo pure.Fremevamo e i baci diventarono di pas
sione.La sua maglietta alzandosi scoprì i suoi seni,bianchi con i capezzoli rosa,turgidi.Li accarezzai,sentendola tremare,li baciai,li feci penetrare tra le mie labbra mentre le toglievo le mutandine.
Afferrò il mio sesso indurito muovendo le sue mani.Mi attirò ase.Le fui sopra,le fui dentro.Non so dire quanto durò ma il piacere durò alungo fino ad esplodere sulla sua pancia,mentre le nostre labbra erano unite.Abbracciati ci raggiunse il sonno.
Poco prima dell'alba riaprii gli occhi e mi accorsi che era sveglia,appoggiata al mio petto.Un bacio e cominciò a raccontarmi di lei,lentamente in modo che potessi capire.Del suo passato,del suo presente.
Dei disagi di una rgazzina ancora quattordicenne col percorso obbligato per andare a scuola.Accusata di terrorismo.A ragione.Di un amore crollato in mille pezzi irr
ecuperabile,del suo odio verso il mondo.Era più grande di me,di poco.
Stavolta si addormentò prima lei,come spossata dal racconto.Io la seguii.
Morfeo mi restituì alla tarda mattinata.Un risveglio anche quell
o fatato ,la terra di Andersen manteneva le sue tradizioni.Un suono malinconico,dolce di un pianoforte.
Era.


Era è l'inizio di un qualcosa,che ho iniziato tante volte e mai finito.Era è.

Vergogn_agonia




























Eppure mi aspettavi,
quasi ansiosa,
smaniante attesa alcolica,
per dare calore al tuo corpo
























Poi ti lasciavi andare,
persa nella tua passione,
sciogliendo i nodi del tuo piacere,
un accordo scordato di corde e ricordi.

















Il desiderio si odorava nell'aria,
come due dita nella marmellata,
di un vaso colmo rubato,
offerto ai sogni di un bambino curioso.
















Incontro di labbra dal sapore di miele d'acacia,
che ergeva le spine rigando il tuo corpo
di immenso piacere
stille nere di veleno pungente



















Poi cercavi di nascondere le tracce
fredda cascata di ERASE
mentre la tua pelle emanava ancora il mio odore
e il tuo corpo ne cercava il sentore


Poi vestivi i panni del boia
affilando coltelli dalle lame d'acciaio
e come ogni volta
uccidevi te stessa.

scivola

Lentamente scivola via la voglia di fermarmi,di rimanere stabile in un punto,di legarmi.
Troppi giorni senza pioggia.
Bevo il mio veleno per dissetare la mia rabbia.
Taglio la mia pelle per confonderla.
Cerco di perdermi nell'ebbra bevanda che brucia la mia gola,
ho bisogno di annullarmi,
di scomparire a me stesso per primo.
Ciotoli sparsi di vita dannata,
un binario unico su cui camminare,
scelgo la strada dove morire.

....YO PUEDO SER SOLO SI TU ESTAS..........


No necesitan mas palabras ,
cuando sabemos que nada y tampoco nadie 
puede quitarnos lo que hemos estado, lo que somos,
por que queda marcado en nuestra piel, 
en nuestra alma
que

"..Yo puedo ser solo si tu estas....."
y es eternidad.
No se cuanto
 tiempo pasarà por que yo pueda tenerte de nuevo entre mi brazos.
Lo que se es que estarè siempre en ti, como tu estaras siempre en mi.
Estarè siempre por ti.


Hasta siempre.
Y nada mas importa.

venerdì 20 dicembre 2013

Non voglio rinunciare a te.”


“Forse io ce la farei anche senza di te.
Forse riuscirei a vivere la mia vita come prima di conoscerti, si. Penso proprio che ce la farei. 
Mi conosco, sai. 
Infondo sono forte. So combattere, l’ho giá fatto tante volte e tante altre dovrò farlo. 
L’unico ostacolo è che io non voglio. 
Non voglio rinunciare alle nostre mani intrecciate, non voglio rinunciare ai tuoi sorrisi che combaciano con i miei, agli abbracci che mi davi perché sapevi quanto mi piacessero, alle parole dolci sussurate all’orecchio.
Non voglio e non posso rinunciare a fare l’amore con te ancora, ancora e ancora, e al gelato preso insieme, e alle uscite sotto il sole cocente, e al fatto che pure se faceva tanto caldo mi baciavi e abbracciavi comunque, e a quando ci stringevamo nel letto.
Non voglio rinunciare alle nostre poesie, alle canzoni che mi dedicavi, ai ti amo, alle lacrime di gioia, alla gente che ci diceva che eravamo bellissime. 
Non voglio rininciare a tutto questo.
Non voglio rinunciare a te.”



Non ti liberi di me

“Ci sono notti in cui non so, non so proprio con chi parlare, perchè io parlo solo con te. Ci sono giorni in cui parliamo davvero poco e dopo poi succede che mi manchi. Ci sono stati momenti tristi, belli, infelici, felici, di rabbia, di mancanza d’ossigeno per il troppo ridere. Mi sei rimasta accanto, sempre, passeggiando tra le schegge di una vita in frantumi. Macerie, resti. Ma c’eri e resti. Ci sei. Ci sono. Ci sarò, sempre. “Tu quand’è qualcosa pensa a me, io non mi dimenticherò mai di te, oh.” come ci si può dimenticare di qualcuno di importante? Come ci si può dimenticare di qualcuno come te?”

17:32
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giovedì 19 dicembre 2013

Desiderio di sentire.....

Desiderio di sentire.....
La tua pelle nuda tra le mie mani....
Desiderio di sentire.....
la tua voglia liquefarsi con il girovagare della
mia lingua.....
Desiderio di sentire.....
La tua eccitazione farsi meravigliosamente porca....
Desiderio di sentire.....
Il tuo corpo sopra il mio , mentre mi cavalchi....
Desiderio di sentire.....
le tue tette dondolare sulle mie labbra....
Desiderio di sentire.....
il tuo ritmo farsi più veloce , mentre i tuoi
occhi diventano colmi di ardente lussuria.....
Desiderio di sentire.....
i tuoi gemiti diventare urlanti , mentre mi gusto i tuoi multipli orgasmi.....

Vorrei....

In questa giornata grigia…
Vorrei averti davanti a me
con  il tuo sguardo  malizioso
Leggere nei tuoi occhi …
l’ eccitazione del momento
vedere la tua pelle fremere di
piacevoli brividi
Sentire il tuo corpo sussultare
al tocco delle mie mani
Ascoltare i tuoi respiri farsi caldi e
profondi
Con le  nostre menti inebriate di
pulsante lussuria
Aver le tua carne fra le mie labbra
fra i miei denti
La mia lingua dissetarsi nella tua
liquefatta voglia

Vorrei averti qui !

Voglio dimostrarti…

Quanto sei Meravigliosa…
Quanto meriti di sentirti importante...
Voglio dimostrartelo...
Per come sei  Eccitantemente Donna
Sensualmente Femmina…
Voglio dimostrartelo mentre ti abbraccio..
Mentre ti bacio , mentre ti accarezzo....
Mentre ti coccolo , mentre faccio crescere i
brividi sulla tua vellutata pelle...
Mentre mordo la tua carne....
Mentre lecco il nettare dei tuoi
umori....

come vorrei...

Come vorrei averti davanti a me
con  il tuo sguardo  malizioso
e leggere nei tuoi occhi 
l’eccitazione del momento
vedere la tua pelle fremere
al tocco di ogni mio respiro
che accarezza la tua essenza di femmina

Sentire il tuo corpo sussultare 
al tocco delle mie mani
e ascoltare i tuoi sospiri 
diventare rauchi gemiti

Con le  nostre menti offuscate 
di lussuria
avere la tua carne fra le labbra
per banchettare della nostra voglia.

lunedì 16 dicembre 2013

Sogno

Sogno un futuro in cui le croci da portare
  sono di un materiale sintetico composito ultraleggero
e se un telefono muore
gli si può fare il funerale
sogno un mondo
 nel quale un concistoro di re decaduti
  elegge finalmente in maniera democratica
  il papa dei poeti
sogno un mondo nel quale il previsore del tempo non ci becca mai
 e non fa nessuna fatica ad ammetterlo
sogno un mondo senza telegiornale
  e soprattutto senza gente che guarda il telegiornale
sogno un mondo nel quale anche un molise possa esistere e prosperare,
  un molise libero e bello che se ci vai lo trovi sempre lì al suo posto

sogno un mondo in cui posso scrivere a tre femmine contemporaneamente
 “ho voglia di scoparti”
e poi scommetto su chi mi risponde per prima
 anche se però son cazzi perché nessuna delle tre risponde
 manco un vaffanculo
 che un vaffanculo non si nega a nessuno.
 ma no ma io manco quello.

un mondo in cui la speranza è la terzultima a morire
 m’è comunque già morta
  un mondo senza speranza
  un mondo senza verde
un mondo fermo al semaforo
  un mondo in cui piove sale sugl’irti colli

sogno un mondo dove non si possa amare nessuna
 al massimo puoi amare il modo in cui ti guarda
un mondo tutto per me
un mondo a mia immagine e somiglianza
  dove di mestiere faccio il dirimpettaio
un mondo senzaddio
 e senza arrivederci
un mondo freddo e inscalfibile
 un mondo di ribelli
  che le righe del marciapiede si gioca a calpestarle
mica a saltarle
un mondo in cui non s’ha bisogno di una figura materna
 al massimo di una controfigura paterna
un mondo che se io son un poco triste
 fuori un poco piove
ovvero un mondo dove il meteo è diventato bravuomopatico

sogno un mondo in cui all’esame di terza media
  non sarei affatto agitato
cosa sono in fondo tre birre?

sogno un mondo fetido
  che non ti piega non ti spezza
 nel quale il solo scopo nella vita è
 dare fondo
  a ogni provvista (o riserva)
  di giovinezza

Amami

Amami come hai amato il tuo primo cicciobello
Amami
come quando da bambina amavi svegliarti nel lettone caldo con i tuoi
guardarli dormire ancora e poi svegliarli di brutto
 gridando danzando
saltando sulle coperte
 

Amami come hai amato il tuo primo giorno di scuola
com’hai amato tutte le tue
  prima volta
con l’esitazione e l’esultanza bambina
 piccola piccolina
e quella nostalgia che prende in contropiede
 che prende in contromano
che sbaraglia il senso unico

Amami come ami andar sull’altalena
 che ci si puó andar diritti
 oppure di schiena
ad occhi aperti
 oppure chiusi
di giorno di sera
 spingendosi col vento o col pensiero
a pancia in giù
 a raggiera
 spingendosi con le gambe
  o con le braccia della mamma
della nonna
  del fratello maggiore
guardando il mondo avvicinarsi e allontanarsi
 ma con quella voglia di farlo
  ancora ancora ancora
e la netta sensazione
  per un esatto unico momento senza moto
la netta sensazione
 d’appartenere al cielo

Amami come una fermata del pulmàn girato l’angolo
che non lo vedi fino all’ultimo
  se lo stai per perdere
o lo prenderai

Amami come fossi un film di guerre stellari
della trilogia originale
anzi no
uno dei primi due
chè il ritorno dello jedi
 si puó anche sublimare
m’amami e ricorda sempre quando ti dissi
“anche se le cose che scrivo son trite e ritrite
quando muoio vi prego
congelatemi nella grafite”

se m’ami io saró
 senza tempo
saró senza confine
saró spazio infinito
 sarò personaggio de l’impero colpisce ancora
saró riconciliato con l’universo
 e potró forse anche un giorno morire
  ma dalla mia casa di grafite gelata
  mi bulleró con gli angeli e i pianeti nani e tutti
 d’esser stato amato da te
 e ripeterò a tutte le galassie
  fin che arriva il prossimo big bang
grassie grassie grassie

lo sai
star all’impiedi mi consuma i tendini
e sì son il tuo achille consumato
  m’ancora vivo
ma adesso sediamoci su quelle seggiole
 e ascoltiamoci
   senza interromperci
  (scopare)
e scopiamoci adesso
 che scopare è poi un modo molto bello
  di toglierci le polveri brutte di dosso

e allora dai
 sii la mia donna delle pulizie
  vieni da me a far le ore
   gira per casa a torso nudo
  passami l’olio crudo sulle maniglie dell’amore
   spostami i libri della libreria
  fa’ tutto quel che vuoi

ma spazzami via

Pensieri

Il pensiero del momento è questo: i paesi non sono la soluzione e la soluzione non è la città e neppure la campagna e neppure i nostri affari. La grazia è infilare le ore con un filo di svagatezza, giocare con il tempo che passa senza inseguire niente e nessuno. Un puro stare con le cose e nelle cose, un puro stare lontano dal mormorio degli umani per qualche ora e poi tornarci dentro, ricominciare a sentirli, cercando di non assillare nessuno e di non farsi assillare, scivolare lungo un margine silenzioso, mettersi anche al centro, ma con un cuore molto leggero, non spingere nessuno a vedere dove siamo, sentirsi come un cardo, come certi fiori che crescono fuori dall’aratura, come una stalla che ha perduto il tetto e anche le bestie che c’erano dentro, eppure a vederla ti fa piacere, ti fa sentire qualcosa.

martedì 3 dicembre 2013

Ho voglia di te

Ho voglia di scoparti tutta,
ho voglia di entrare dentro di te,
ho voglia di leccarti tutta,
e sentirti godere urlare dal piacere,
ho voglia di leccartela tutto voglio mozzicarti dolcemente il seno.
Voglio farti sentire tutto il mio amore per te.
Le mie labbra ardono dal desiderio
di baciare le tue...
Stampato su di esse
il desiderio legato
a filamenti di voglia pura,
sciolti in gocce di lussuria
sparse sul tuo corpo.
Gocce di vita dimenticate e mai perse,
ritrovate sul tuo corpo
dove lineamenti marmorei
prendono forma per perdersi nell'amore.
Scolpito il tuo corpo brama d'amore,
si ribella ad esso in urla di passione,
solo per un istante ha perso la ragione,
ritrovata poi,
in un mondo tutto d'amore...
Scivolano dove il gusto della perdizione
rimane solo un miraggio,
lasciando spazio a gocce di lussuria
su cui navigano pensieri d'amore.
Vorrei accarezzare il tuo corpo
con mani di velluto,
vorrei coprire di seta nera
i sensi del piacere,
per scoprire poi,
il caldo corpo dell'amore...